Dalla cena stellata a domicilio ai chioschi digitali: trend o mode passeggere?


febbraio 22

I cacciatori di trend non hanno grosse armi a loro disposizione: niente lance affilate e binocoli con la vista notturna, semmai molto intuito, rapidità intellettuale, propensione al reperimento e all’analisi di dati quali-quantitativi in tutto il mondo e una sconfinata curiosità per il settore di riferimento, in ogni suo aspetto.

Capire il mercato è fondamentale per offrire servizi e consulenze di alto livello, ma lo è ancora di più discernere la moda passeggera, che scomparirà in fretta, dalla vera tendenza, quella più radicata, destinata a condizionare le nostre abitudini d’acquisto, generando lavoro e redditività.

Nel 2015, per esempio, ci siamo imbattuti in una rinnovata (o del tutto nuova?) popolarità dei cavolini di Bruxelles come ingrediente portante di interi menu. Senza contare l’invasione dei panini all’aragosta o la scelta, di alcuni locali, di preparare il cibo davanti al cliente piuttosto che in cucina, in tipica modalità orientale. Tutti esperimenti molto interessanti, ma quanto dureranno?

Inutile dire che le innovazioni tecnologiche stanno giocando un ruolo chiave nell’evoluzione del modo di lavorare nella ristorazione e nella visione complessiva del food & beverage come area di business, ma si nota anche un ripensamento più squisitamente culturale, che genera scelte imprenditoriali anche molto forti e particolari. 

DESITA-BLOG-trend e mode passeggere12«Dalla fattoria alla forchetta»: concetto non nuovo di privilegiare prodotti a km zero, carni del territorio, del contadino amico, con le coltivazioni biologiche e senza OGM, valorizzando, nella comunicazione, questi aspetti piuttosto che la sofisticazione delle ricette. Cominciata come una trovata di marketing che ci aveva fatto un po’ dubitare della buona fede di alcuni ristoratori, si è, invece, confermata una scelta vincente e molto genuina. Con i commensali di tutto il mondo che diventano sempre più consapevoli del tipo di cibo che consumano, non solo le trattorie sotto casa, ma anche le più grandi catene, hanno deciso di proporre prodotti alimentari freschi, biologici e sani. Insomma, sembrava una moda, invece si è consolidato come trend.

«Fallo da solo»: tra i primi brand a lanciare questa modalità di “composizione del piatto”, scegliendo gli ingredienti in base ai propri gusti e non semplicemente ordinando soluzioni preconfezionate, ricordiamo il panino gigante di Subway. Ma questa mania del “farselo da soli” sta letteralmente spopolando e investe settori inaspettati, come quello del caffè, ad esempio. Ci saranno presto molte novità in questo senso, seguiteci anche su facebook, twitter, instagram.

«Salve signore, sono un robot, come posso esserle utile?»: umani addio, benvenuti chioschi digitali! Il costo del personale è, da sempre, un fattore critico nella ristorazione, specie per i piccoli imprenditori. A darne conferma, ecco il fiorire dei chioschi digitali: investimenti a basso costo, senza oneri di selezione, formazione e gestione delle risorse umane, con il cliente, che, di nuovo, è molto protagonista e può anche votare l’esperienza tramite l’app di turno. Se si tratterà di una tendenza circoscritta ad alcuni Paesi o ambienti, lo scopriremo presto.

«Ristoranti gestiti da Chef con consegna a domicilio»: esiste qualcosa di più piacevole di un celebre chef che prepara la tua cena e te la fa recapitare direttamente a casa? Chissà! Il 2015 ha visto molti chef-imprenditori sfruttare la potenza della propria immagine e ridefinire il servizio di consegna a domicilio, mantenendo l’originalità delle ricette e dei menu. Allo stesso modo, gli chef dei ristoranti più rinomati, in giro per il mondo, hanno sviluppato il proprio Franchising, dando la possibilità agli affiliati di aprire business similari, ma più orientati al servizio QRS, ovvero più veloce, utilizzando, però, gli stessi ingredienti, i segreti e le tecniche di cottura.

In sintesi: io, chef, ci metto la faccia e il know how, tu, imprenditore, l’investimento e l’olio di gomito.

«Aperto 24 ore»: con l’orario dei pasti che diventa ogni giorno più soggettivo, sempre più catene di ristoranti stanno adottando il concetto del 24/7 per soddisfare un nuovo target di pubblico che lavora e mangia in orari non convenzionali. Anche il concetto di “colazione tutto il giorno” è diventato assai popolare nel 2015 e ci si aspetta che guadagni più slancio nei prossimi anni. Un concetto di servizio molto redditizio anche per i ristoranti.

«Cibo ovunque!»: questi sono gli anni dei Millennials, delle ordinazioni dai cellulari, con facile modalità di pagamento e consegna a domicilio, corner “prendi e vai”, “ristoranti pop up” – ovvero che aprono e chiudono in un tempo ben determinato – il nostro modo di comprare e consumare il cibo è destinato a cambiare incredibilmente in poco tempo, rendendo quasi obbligata, per gli imprenditori, la scelta di ripensare spazi, arredi, servizi, interfacce tecnologiche, identità, grafica e posizionamento del proprio brand.

 

 

 

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