Guia Beatrice Pirotti


settembre 26

Chi è Guia Beatrice PirottiI, qual è stato il tuo percorso e di cosa ti occupi esattamente?

Sono Associate Professor of Practice di Strategy and Entrepreneurship presso SDA Bocconi School of Management. Coordinatrice del Master in Food & Beverage Management di SDA Bocconi. Insegno, organizzo workshop strategici e progetti con aziende operanti nei settori del food & beverage. Ho scritto il libro: “Il cibo di domani. La crescita del contenuto di servizio nel food & beverage”, edito da Egea e condotto alcune ricerche: Essere premium, essere casual nel foodservice”, 2018 – “Dal prodotto al servizio nel food & beverage”, 2017

Quali sono le principali competenze/abilità – relazionali e tecniche – che una professionista dovrebbe acquisire per ricoprire il tuo ruolo?

Ci è voluto tanto studio e preparazione. Sono stata anche in USA alla Emory University a completare il mio percorso di studi, il Ph.D. Le competenze sono quelle di analisi strategica, di comprensione del funzionamento delle aziende, del processo di presa di decisione da parte di manager e imprenditori, in particolare quelli che operano nel food & beverage e nel foodservice. Non si finisce mai di imparare. Anche la curiosità e la voglia di approfondimento sono fondamentali.

Il fatto di essere donna ha inciso sul suo percorso di carriera? Se sì, in che modo?

Essere donna implica dimostrare sempre di essere in gamba, di potercela fare. Questo però è anche motivante, non ti permette mai di fermare la testa. Si è nella condizione di potersi mettere in gioco, inventare cose nuove, dare vita a progetti interessanti. L’essere donna lo vedo collegato ad una forza creativa, oltre che all’essere in grado di coniugare impegni e mansioni diverse.

Che cos’è per te il “Successo”?

Il successo è avere sempre un obiettivo nel medio-lungo termine che permetta di migliorarsi. Con regolarità chiedo a me stessa: “cosa voglio ottenere tra due o tre anni? Cosa posso fare ora per iniziare a raggiungere quell’obiettivo?”. Il successo è anche dare il giusto peso alle cose. Ho un lavoro che mi piace, ma cerco anche di dedicare spazio alla mia famiglia.

Qual è l’aspetto più interessante della tua attività?

Ho la grande fortuna di poter gestire il mio tempo e che la mia settimana non sia mai uguale. A volte sono in aula con gli studenti, a volte in azienda con gli imprenditori, in ufficio o in viaggio per intercettare trend del food & beverage emergenti. Poter selezionare i progetti che mi interessano di più, che mi stimolano mentalmente è un’altra grande fortuna.

Come valuti il livello di preparazione degli imprenditori e dei professionisti nel segmento di mercato che stai frequentando attualmente?

Li trovo preparati e desiderosi di capire meglio come affrontare un contesto in continuo cambiamento. Decidere la rotta, capire che direzione dare alle proprie aziende non è semplice.

Se avessi la bacchetta magica cosa cambieresti del tessuto imprenditoriale italiano?

Mi ispiro a quanto diceva Adriano Olivetti: “Io voglio che la Olivetti non sia solo una fabbrica, ma un modello, uno stile di vita. Voglio che produca libertà e bellezza”.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

Sto preparando un nuovo corso sui format più interessanti della ristorazione italiana ed estera. Per farlo, sto studiando, parlando con gli operatori, viaggiando in modo da toccare con mano cosa stia succedendo di nuovo in questo campo. Ho anche in mente di scrivere un libro dedicato al foodservice.

C’è qualcosa che ti piacerebbe aggiungere a questa conversazione?

Il foodservice è un settore in continuo fermento, in cui si riesce a dare spazio all’innovazione. Ci sono possibilità infinite per creare, inventare, pianificare. Quindi avanti tutta e un augurio alle donne che vogliono lavorare in questo settore!

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