Il ruolo del neuromarketing nel delivery

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Mangiare non è un atto semplice. Lo può sembrare da un punto di vista pragmatico, forse, ma la scienza ci ricorda come qualsiasi esperienza di consumo (inclusa quella di un pasto) possa risultare tanto più appagante quanto più saranno gestite correttamente quelle variabili in grado di stimolare in modo positivo le percezioni cerebrali.

Grazie agli approfondimenti delle neuroscienze in ambito food, siamo in grado di misurare le reazioni cognitive – che poi influenzano quelle dello stomaco – mentre leggiamo le descrizioni di un menù o osserviamo forme e colori di un impiattamento o ci capita di provare particolare trasporto per il nome di un ristorante o di un brand rispetto ad un altro.

La mente condiziona le nostre scelte, ovviamente, ma anche l’appagamento che proveremo al termine dell’esperienza stessa e, quindi, il desiderio di ripeterla nel tempo. Siamo ben oltre il “mi piace” o “non mi piace”, affondiamo le radici nel “perché”.

E non si tratta di meccanismi dei quali siamo sempre consapevoli.

Numerosi studi confermano come, ad esempio, il colore giallo di un cibo (o di un colorante..) possa trasmettere al cervello una maggiore sensazione di dolcezza al palato e alcuni sottofondi musicali rendano i sapori più intensi e gustosi. La presentazione ricercata di un piatto o di un vino stimolano un’aspettativa inconscia che può condizionare in modo importante il gusto.

Oggi la “battaglia degli stimoli” – più o meno occulti – si sta ulteriormente ampliando e si sposta dai locali (dove, a onor del vero, non vengono sempre presi in considerazione e sfruttati al meglio dai gestori) alle case dei consumatori che ricevono le ordinazioni grazie al delivery.

Studiare con attenzione il nome dei piatti, la comunicazione, i colori, i materiali e inserire piccole coccole inattese, infatti, non significa solo differenziarsi dai competitor, ma agire con intelligenza sulla percezione di effettiva bontà delle proposte alimentari.

Non si sta certo dicendo che una pessima ricetta, mal cucinata o mal conservata, possa magicamente risultare deliziosa perché chiamata “ricetta deliziosa della nonna”, ma è scientificamente provato che, per esempio, utilizzare uno slogan divertente quando citofoniamo per la consegna, o rendere disponibile una selezione di brani per accompagnare la cena sul portale per le ordinazioni, costituiscono elementi di vero e proprio condizionamento mentale per amplificare il piacere.

Naturalmente, oltre a queste valutazioni, vanno considerati tanti altri aspetti (l’età, il genere, l’etnia, il livello culturale) ma alcune aree del cervello reagiscono in modo prevedibile e possedere queste conoscenze, ci permette di aiutare imprenditori e ristoratori ad operare le migliori scelte anche nell’impostazione della consegna a domicilio.

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